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Reiki

Reiki -
preparazione ed esecuzione

Nella rubrica precedente abbiamo visto i CINQUE principi di Reiki, ma oggi passiamo in rassegna i TRE pilastri su cui si fonda la pratica di Reiki;
questi sono Gassho, Reiji-Ho e Chiryo.

1. Gassho (traduzione dal giapponse "due mani che si congiungono") è un tipo di meditazione che si dovrebbe fare ad inizio e fine giornata della durata di circa 20 minuti.
A questo scopo si rimanda alla rubrica "La pratica meditativa", con l’unica raccomandazione di svolgere questo tipo di meditazione nella seguente postura: mani congiunte (come in preghiera), seduti sui propri talloni o su una sedia comoda e la schiena dritta (come se la testa fosse sorretta da un palloncino riempito di elio).
Gassho dovrebbe essere considerata una disciplina giornaliera per qualsiasi operatore (o aspirante operatore) di Reiki, che vuole fare propri e vivere secondo i cinque principi.
L’obiettivo è quello di raggiungere uno stato di armonia con l’universo, come se facessimo le pulizie di casa prima di permettere al nostro ospite (Reiki) di entrare.

2. Reiji-Ho (traduzione dal giapponese "metodi di indicazione del potere Reiki") consiste in 3 brevi riti:
a) Unire le mani come in Gassho ed invocare tre volte l’energia Reiki perché scorra attraverso di noi.
Nello spazio di qualche secondo ci accorgeremo del suo flusso, sia attraverso il chakra della corona (vedi rubrica "il settimo Chakra"), o quello del cuore (vedi rubrica "Il quarto Chakra"), o addirittura nelle mani.
b) Successivamente si prega per il recupero e/o la salute su tutti i livelli della persona che stiamo per trattare.
Poiché noi non siamo consapevoli di ciò che è "bene" o "male" per il cliente, dobbiamo semplicemente avere fiducia che il suo riequilibrio avverrà per il potere Reiki, a cui permetteremo di usarci come strumento.
c) Infine, sempre con le mani congiunte all’altezza del Terzo Occhio (vedi rubrica "Il sesto Chakra"), si chiederà a Reiki di guidare le nostre mani laddove l’energia è più richiesta.
Ricordiamoci che siamo tutti esseri intuitivi e col tempo impareremo a fidarci delle nostre mani e lasceremo che scorrano dove l’energia sarà più carente.

Reiji può essere praticato con successo una volta che la meditazione ha temporaneamente spento/sospeso il proprio ego.
A prima vista, Reiji sembra un atto volontario, ma in realtà ci stiamo dedicando interamente all’energia Reiki ed accettiamo, senza riserve, di trasformarci in un suo canale.

3. Chiryo (traduzione dal giapponese "trattamento") può finalmente iniziare.
Con il cliente sdraiato supino su un lettino da massaggio, l’operatore Reiki starà al suo fianco con la mano dominante sul Chakra della Corona fino a quando sentirà l’impulso (o l’intuizione) di procedere.
Una volta partiti non dovremo più preoccuparci della “guarigione” o qualsiasi altro obiettivo "terapeutico".
Mentre un mero riequilibrio energetico richiederà l’imposizione delle mani su tutti i 7 Chakra principali, trattamenti per condizioni specifiche necessiteranno di un intervento più circoscritto, con eventuali sfioramenti, frizioni e/o lievi picchiettamenti.

Il successo di qualsiasi trattamento dipenderà dall’abilità dell’operatore di raggiungere uno stato di raccoglimento e meditazione il più alto possibile, dando al cliente "tutto ciò che ha", permettendo al suo cuore e tutto il suo essere di scorrere nel suo tocco senza trattenersi.
Durante il trattamento i suoi sensi saranno aperti e recettivi: sarà sua premura registrare mentalmente (ma senza giudicare) ogni pensiero/sensazione che gli/le passa per la mente, così come ogni espressione facciale e posizione del cliente.
A fine trattamento ci sarà uno scambio di impressioni/sensazioni.

Quindi, riepilogando, possiamo dire che:
Chiryo (il trattamento) si basa su Reiji (devozione) e Gassho (attitudine meditativa).
Solo quando possiamo dedicarci a qualcuno senza essere condizionati dai nostri pensieri e sentimenti potremo considerarci lo strumento per l’energia vitale universale

Alla base di Reki vi è la convinzione che nulla di ciò sarebbe possibile se non riuscissimo a controllare la nostra respirazione: rinomato ponte tra corpo e consapevolezza.
La tradizione esoterica infatti, ci insegna che sia gli uomini che gli animali non solo immettono una miscela di gas quando respirano, ma anche una energia, qui definita Ki (ossia Prana per gli indiani, Chi per i cinesi).
Pertanto, la respirazione non è solo un veicolo ma anche la fonte di energia, che ogni operatore di Reiki dovrebbe essere in grado di gestire ed immagazzinare.

La tecnica del Dr Usui, Joshin Kokyuu-Ho (traduzione giapponese di "il metodo di respirazione per pulire lo spirito") ci consiglia di visualizzare che, oltre all’inspirazione dell’aria attraverso il naso, immettiamo energia Reiki attraverso il nostro Chakra della Corona.
Ognuno di noi sperimenta questo flusso in modo diverso (chi come una luce, oppure calore e chi come una lieve pressione), ma con il tempo e la pratica si riuscirà a percepire questo flusso con più facilità.
L’obiettivo è quello di immagazzinare Ki nel nostro Tanden, la sede della nostra vitalità (e che si trova nella pancia, tra il Chakra Sacrale ed il Chakra del Plesso Solare).
L’amore ed energia che immettiamo ad ogni inspirazione, si concentra nel Tanden; tratteniamo il respiro per qualche secondo ed immaginiamo che l’energia vitale del Tanden si propaghi per tutto il nostro corpo; poi, quando espiriamo dalla bocca, immaginiamo che oltre all’aria emettiamo Reiki dalle nostre dita, mani e piedi.
Solo così potremo diventare un canale di Reiki pulito.
Si consiglia di eseguire questo tipo di respirazione in piedi, con i piedi paralleli, le gambe leggermente divaricate e piegate (con il bacino ruotato in avanti), spalle rilassate e la schiena dritta, ma non rigida.

Per concludere, ricordiamo a tutti, che la respirazione sopracitata si riferisce unicamente alla respirazione diaframmatica (vedi rubrica "il respiro"), ovvero quella che ci obbliga a riempire la “pancia”, piuttosto che i “polmoni”, altrimenti rischiamo di alzare le spalle ed interferire con la postura.


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Corpo Mente Spirito allergeni

Allergie e intolleranze alimentari

Sempre più persone soffrono di allergie o intolleranze alimentari, ma cosa sono di preciso e cos'è che le provoca non è sempre chiaro.

In caso di allergia il sistema immunitario reagisce al fattore esterno scatenante, che viene chiamato Allergene, in modo sproporzionato provocando una produzione eccessiva di istamina[...]

Le intolleranze alimentari sono dovute a difficoltà o incapacità dell'organismo di metabolizzare o semplicemente tollerare una determinata sostanza presente nel cibo e non sono legate a reazioni immunitarie.

[continua...]

germi

Gli agenti patogeni

Il nostro organismo, oltre a svolgere tutte le funzioni che ci permettono di vivere, è costantemente allerta affinché il nostro corpo resti in salute.

[continua...]
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In questo centro si praticano trattamenti di discipline bionaturali volti al riequilibrio energetico, antistress, al benessere della persona, al miglioramento dello stile di vita in ambito fisiologico, per disturbi o malattie intercorrenti è necessario rivolgersi ad un medico. Gli operatori di questo centro non sono medici né fisioterapisti e non si sostituiscono a queste figure. Tutte le pratiche manuali di massaggio per il benessere non sono un sostitutivo delle terapie effettuate da operatori sanitari e non sono trattamenti estetici. E' opportuno consultare il medico prima di intraprendere qualsiasi tipo di trattamento, al fine di verificarne la compatibilità con il proprio stato di salute.

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