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Meditazione 3

Nelle scorse rubriche abbiamo visto quali sono i vantaggi ed il potenziale del coltivare la propria consapevolezza, adesso ci dedichiamo alla pratica.

Prima di incominciare, ricordiamo alcuni punti fondamentali:
La pratica della consapevolezza in modalità meditativa, non è una tecnica di rilassamento o per indurre il sonno, bensì proprio l’opposto:
durante la nostra pratica dobbiamo essere vigili, immergerci nell’essere presenti nel “qui e ora” e nella quiete interna assoluta.
E’ preferibile non prefiggersi alcun obiettivo nè avere aspettative, del tipo: “devo trovare un lavoro” oppure “non posso continuare ad essere così negativa/o”...
Al limite, quello che si potrebbe fare è limitarsi a porsi Una semplice domanda Prima di incominciare la meditazione, ad esempio: “come posso migliorare la mia relazione col capo?”, oppure “perché sento questo disagio/dolore?”, senza che però domini la nostra mente.

Vi sono diverse tecniche più o meno formali, qui ci limiteremo a descrivere una tecnica di base, efficace e facile da praticare.

Il Dove

Si consiglia di trovare un luogo comodo della propria casa/ufficio dove sedersi, dove l’inquinamento acustico è ridotto al minimo; nel linguaggio di oggigiorno, ciò include anche Spegnere il cellulare.
Toglietevi le scarpe ed appoggiate tutta la pianta del piede sul pavimento.
Se si desidera, si può ascoltare musica rilassante (strumentale soft, o suoni della natura) di sottofondo.

La Posizione

Con la schiena eretta, ma non rigida, il collo e le spalle rilassate, il mento parallelo al pavimento e lo sguardo verso l’orizzonte.
Se non ci sono braccioli, la mani possono essere appoggiate sulle cosce, o se si preferisce, si possono tenere unite (magari sovrapponendole) sul grembo senza intrecciare le dita.
Allentate qualsiasi costrizione intorno alla vita (bottoni/ganci/cinture).

Il Come

Chiudete gli occhi e concentratevi sul ritmo della propria respirazione addominale: ossia inspirando dal naso e riempiendo l’addome, per poi espirare dalla bocca.
Se questo risulta difficile l’inspirazione ed espirazione potranno effettuarsi solo attraverso il naso.
I primi respiri sembreranno strani e forzati, ma piano piano la respirazione acquisterà un suo ritmo, che dovrete monitorare attentamente per la durata della sessione.
Tutto qui? Semplicemente:

La Pratica... ed alcuni consigli

Capita spesso che appena si chiudono gli occhi la mente viene inondata dal nostro dialogo interiore, interferendo con la nostra pratica.
E’ normale e non dobbiamo preoccuparcene: l’unica cosa che dobbiamo fare è tornare a porre attenzione alla nostra respirazione.

Mentre il senso della vista è temporaneamente sospeso, il resto dei nostri sensi è comunque al lavoro, l’udito, il tatto, l’olfatto ed il gusto continuano a mandarci sensazioni.
Incoraggiate la consapevolezza dei vostri sensi nel “qui e ora” e massimizzatene la sensazioni:
Se ascoltate musica, lasciate che il suono entri e si propaghi nel vostro corpo;
Le mani e la superficie della vostra pelle cosa vi trasmettono? Calore/freddo? Magari le dita vi permettono di percepire la consistenza delle fibre degli abiti che indossate o del sedile su cui siete adagiati;
Che odori/aromi riconosciamo e da dove provengono? da cibo, dall’ambiente circostante, da animali domestici o persone che condividono il nostro spazio...
Che sapori accarezzano le nostre papille? tabacco, caffè, mentina... forse invece percepiamo un gusto “metallico”, o salato, o dolce.
Prendere atto di queste sensazioni e sentitele come uniche e vostre, senza attribuirvi alcun significato o interpretazione, né valenze sentimentali o emotive, semplicemente osservatele.

Qualora vi trovate a pensare: “questo odore mi ricorda...” oppure “le mani mi stanno sudando proprio come questa mattina...” oppure “devo ricordarmi di prendere l’appuntamento con il dentista...”, allora fermatevi, accantonate l’inizio di questo dialogo interiore senza esprimere giudizi/opinioni, né biasimarvi, ripromettendovi di considerarlo in un altro momento.
Poi tornate a incentrarvi nella vostra respirazione e sulla percezione dei vostri sensi.

Quando/quanto

Non c’è una durata raccomandata per ogni seduta di meditazione.
Indicativamente, si consigliano dai 15 ai 20 minuti al giorno, ma non vogliamo essere prescrittivi, quindi anche 5 minuti di meditazione al giorno sono sufficienti per incominciare.
Per coloro che sono “schiavi dell’orologio”, potete fissare il timer a 5 minuti e, quando scatta l’allarme, evitate di sobbalzare e ditevi mentalmente: “sono pronto a concludere questa seduta e ad aprire gli occhi” e poi spegnete l’allarme.
L’importante è prendere l’impegno di voler migliorare il proprio benessere psicofisico e fare uno sforzo partendo da Adesso.
Vi garantiamo che, una volta che comincerete, vedrete i benefici e ci prenderete gusto, le sedute si allungheranno progressivamente in modo organico/naturale, fino a quando saranno parte integrante della vostra vita quotidiana.

Lo sto facendo bene? Come devo sentirmi?

Nel vostro subconscio, sapete che già la decisione di provarci è di per sé prova che intendete riappropriarvi della vostra vita.
Non c’è un modo giusto o sbagliato di meditare, né tantomeno sarebbe realistico aspettarsi di ricevere una qualsivoglia rivelazione mistica in tempi brevi.
Col tempo, tuttavia, sperimenterete degli “sprazzi di consapevolezza” inaspettata, per esempio potreste capire perché quell’amica o collega si è comportata in quel modo, oppure cambieranno le vostre priorità, riuscirete a domare e liberarvi di emozioni “tossiche” come collera, disperazione, delusione...
In questi momenti dovreste esultare e convincervi che state percorrendo la strada della vostra verità.


 

 

 

 

 



Rubrica


chakra

Il Primo Chakra

Facendo seguito alla nostra prima rubrica sui chakra, con questa e le successive 6 rassegne descriveremo le funzioni (ed i rispettivi disequilibri) dei 7 chakra principali.

In parole povere, i chakra sono considerati i punti di energia vitale che governano la nostra coscienza (intesa non solo come attività logica e mentale), il cui blocco potrebbe essere causa di vere e proprie patologie.

Pertanto, ad ogni Chakra è associato uno stato di coscienza, che dovrebbe procurare la “chiave di lettura” dell’insorgenza di eventuali disagi/disturbi.

Oggi parleremo del Primo Chakra, detto anche Chakra della Radice.


[continua...]
In questo centro si praticano trattamenti di discipline bionaturali volti al riequilibrio energetico, antistress, al benessere della persona, al miglioramento dello stile di vita in ambito fisiologico, per disturbi o malattie intercorrenti è necessario rivolgersi ad un medico. Gli operatori di questo centro non sono medici né fisioterapisti e non si sostituiscono a queste figure. Tutte le pratiche manuali di massaggio per il benessere non sono un sostitutivo delle terapie effettuate da operatori sanitari e non sono trattamenti estetici. E' opportuno consultare il medico prima di intraprendere qualsiasi tipo di trattamento, al fine di verificarne la compatibilità con il proprio stato di salute.

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